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In Brasile alla violenza si risponde con l’educazione

Nel Paese sudamericano dove gli omicidi e la droga proliferano, «Operazione Lieta» investe da 35 anni nelle scuole e nella formazione professionale

 

La onlus «Operazione Lieta» investe da 35 anni nelle scuole e nella formazione professionale

 
 
 
 
Pubblicato il 29/03/2018
Luciano Zanardini
Roma
 

«Voglio essere un avvocato per diminuire la violenza che c’è qui in Brasile. Voglio essere un avvocato per divulgare il giusto, non le cose sbagliate, perché il denaro porta solo il male. Sono sicuro che il Brasile diventerà migliore». La testimonianza di Leandro è una delle tante narrate nel film di Roberto Orazi «Quero ser Criança», «Voglio essere Bambino». Dando voce ai protagonisti, si racconta la storia di una onlus, «Operazione Lieta», che ha seminato e semina nel futuro.  

 

 

Dal 1983, infatti, promuove in Brasile progetti assistenziali ed educativi per i bambini delle periferie di Fortaleza. E lo fa forte del carisma piamartino (il riferimento è infatti la Congregazione fondata da San Giovanni Battista Piamarta).  

 

Angelo Faustini e Lieta Valotti, marito e moglie, rappresentano l’anima di questo progetto. Il contesto in cui operano è problematico: la droga e la violenza hanno raggiunto livelli impensabili. «Il Cearà (8,5 milioni di abitanti) è, secondo l’Unicef, lo Stato con il maggior numero di adolescenti, tra i 12 e i 18 anni, uccisi nel 2017. Sempre lo scorso anno – spiega Faustini – ci sono stati più di 5000 omicidi, il 50% in più del 2016. Tra le vittime anche Alexandra, una nostra educatrice di 34 anni uccisa per una rapina sul pullman, mentre tornava a casa». 

 

Gli assalti, purtroppo, sono all’ordine del giorno. Leandro è un ragazzino che vive in una nazione che negli ultimi anni ha saputo organizzare i Giochi Olimpici, i Mondiali di calcio e la Giornata mondiale della Gioventù, ma è un gigante economico dai piedi di argilla. Ostaggio della corruzione e della violenza, vive una profonda crisi politica e di valori. E pensare che nel 2012 la classe media aveva raggiunto, per la prima volta, il 52% della popolazione.  

 

«Oggi assistiamo – racconta Angelo – due tipi di Brasile: il Brasile di chi ha il potere che non si interessa degli altri con azioni di corruzione e il Brasile che va indietro: gli indicatori macroeconomici aumentano, quelli sociali arretrano. L’80% della povertà si concentra nelle aree rurali, soprattutto nel Nord-Est. Un quarto della popolazione è povera, 50 milioni di persone vivono con un reddito familiare mensile di circa 97 euro. I servizi sociali, le infrastrutture, la sicurezza e la sanità non funzionano. Si intravedono alcuni risultati positivi nel campo scolastico, ma continua a essere una nazione altamente disuguale con una bassa scolarità dove il 40% degli operai inizia a lavorare a 14 anni».  

 

«Operazione Lieta» gestisce, grazie anche alle adozioni a distanza, un Centro di formazione professionale a Fortaleza dove accoglie le elementari, le medie e le superiori: 564 alunni di cui 150 ospitati nel Collegio. Ha, inoltre, ad Itaitinga (Pacoti) una Scuola Residenza per 230 bambini dai 6 ai 12 anni e una Casa Comunità per 20 adolescenti.  

 

Nel Municipio di Limoeiro do Norte funziona anche una scuola primaria di 450 alunni. «Il lavoro sull’educazione guarda avanti. Incominciamo a cogliere qualche frutto». La onlus piamartina (www.lieta.it) propone anche dei corsi professionali nell’area agraria, segue le famiglie (povere e disagiate) dei ragazzi, accompagna per un anno gli studenti che terminano l’istituto e ha attivato anche un pronto intervento per contrastare gli abusi. Sono in molti in questi 35 anni di attività ad aver incrociato sul loro cammino «Operazione Lieta».  

 

Oggi sono diventati grandi ma continuano il loro legame con il loro passato. Alcuni sono diventati educatori o insegnanti, altri come Michael, ad esempio, hanno la possibilità di studiare al Conservatorio di Bruxelles: «Sono e sarò sempre grato per il sostegno che ricevo. Il mio desiderio è di poter aiutare tanti giovani e bambini, trasmettendo tutto quello che ho imparato, principalmente la mia passione per la musica». La speranza è nelle parole di Eliane che, grazie a Operazione Lieta, può aspirare a qualcosa di diverso da ciò che offre la strada: «Voglio studiare, terminare l’Università e avere un lavoro per cambiare la vita di mia madre». L’educazione può essere davvero il motore del Paese. 

 

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