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Festa Operazione Lieta13/01/2013
"Lieta è l'Operazione della gioia di donare"
         Il bene fa bene a chi lo fa. È vero. Lieta Valotti e Angelo Faustini hanno una speciale luce negli occhi. Hanno un entusiasmo ed una serenità contagiosi. E loro, in decenni di Brasile, hanno fatto del bene a molte generazioni di giovani. No, non cose materiali se non quelle strettamente necessarie - ma un'educazione e una formazione da spendere nella vita. Per vivere meglio, lontani dalla strada, dalla quale proviene la maggior parte delle bambine e dei bambini che frequentano le scuole del «Centro di educazione della gioventù padre Piamarta». Al tradizionale incontro di«Operazione Lieta», la festa che Lieta e Angelo condividono ogni anno in città con le moltissime persone che condividono con loro il progetto educativo di Pacotì, una zona non molto lontana da Fortaleza, la «ragazza» della Franciacorta è riuscita a contagiare tutti con il suo entusiasmo che si rinnova di anno in anno, malgrado pensieri e difficoltà. È riuscita a trasmettere, condivise con il marito Angelo, le emozioni di un progetto di vita condiviso con e perla vita degli altri. «Pensate, qualche anno fa,quando qualche persona generosa ci aiutava economicamente sostenendo che, tanto lei non aveva bisogno di nulla e di nessuno, ero riuscita anche ad invidiarla: che bello, mi dicevo, se potessimo dire così anche noi ed avere dunque la certezza di continuare nelle nostre iniziative - ha raccontato Lieta -. Poi, negli ultimi anni, quando ritorno in Italia e mi rendo conto dell'insicurezza del presente e del futuro causata dalla crisi, mi sono resa conto come in questi anni molti di noi hanno perso di vita che ciascuno ha bisogno dell'altro. Rifletto, inqueste giornate bresciane di incontri e confronto, il significato dell'essere qui oggi a chiedere di aiutarci. Cerco di capire se ha ancora senso questo. Credo che un senso ce l'abbia, perché la difficoltà di chiedere fa comprendere che si ha bisogno dell'altro. Per anni, ed è difficile ammetterlo, ho chiesto aiuto facendomi forza nel pensare ai bambini. Convincendomi che chiedevo per loro. No, è difficile ammetterlo, quello che ho fatto l'ho fatto anche per me, ma sono grata al Signore che mi ha tenuta sotto controllo, permettendomi di agire soprattutto per gli altri». Dunque, il bene fa bene a chi lo fa se diventa incontro con chi è fonte di vita, verità e speranza.La Casa da Criança di Pacotì, ad una trentina di chilometri da Fortaleza, nel nord-ovest del Brasile, attualmente ospita 320 bambini. Per loro, è casa, famiglia e scuola. Poco distante, in un'altra casa di accoglienza vivono e studiano150 bambine. Poi, c'è la scuola elementare dei Piamartini affidata al Comune di Limoeiro; ci sono la scuola tecnica e l'azienda agricola che, grazie al forte impegno di Angelo e di padre Giancarlo, sta dando ottimi frutti. Dedizione ai giovani, fiducia nell'educazione e nella Provvidenza: queste le indicazio-ni di padre Giovanni Battista Piamarta, divenuto santo lo scorso ottobre. E la provvidenza, per Pacotì, è arrivata inaspettata dall'Ente pubblico, che sta aiutando concretamente la grande famiglia. «Pensate che nella zona,quando i genitori rimproveravano i bambini, li minacciavano dicendo che se non si fossero comportati bene li avrebbero mandati da Piamarta. Ora, dopo quarant'anni anche le autorità riconoscono la bontà del nostro metodo di insegnamento al punto che lo vogliono applicare anche nelle scuole pubbliche» hanno detto Lieta e Angelo. Boccate d'ossigeno di una provvidenza che si presenta sotto vesti sempre diverse,ma che non trascura l'appuntamento di coloro che applicano nel concreto quanto scritto negli Atti degli Apostoli: «Si è più beati nel dare che nel ricevere». Ci sono ancora, tuttavia, ancora molte tessere del composito mosaico che rimangono sparse. «Violenza, droga, sfruttamento abitano la vita dei più giovani. Poi, ci sono le armi, dalle quali sono affascinati  - ha sottolineato Lieta -. I riformatori del Paese sono sovraffollati ed altro non sono che una vera e propria scuola del crimine per i ragazzini. Scuola che costa 1100 euro al mese, mentre da noi con 130 euro i ragazzi trovano sicurezza, educazione, salute. Eppure, a noi negano l'aiuto, ignorando l'importante ruolo preventivo che abbiamo per centinaia di bambini».
Anna Della Moretta
Giornale di Brescia  14/01/2013

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L'articolo della Festa di Operazione sul Giornale di Brescia.

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