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Campo Estivo n. 23
 
 
Quest’anno il gruppo è composto da ventiquattro persone. Quindici i bresciani: Luigina, Alessandro, Andrea e Valeria di Palazzolo; Chiara, e Serena di Travagliato; Laura di Botticino; Olga Maria, Anatoli e Marta di Brescia; Andrea di Darfo; Mariaelena di Leno, Elisa di Remedello;Marcella e Massimo di Vestone. Ci sono poi Giorgia di Arzignano (Vi), Manuela di Desio (Mi), Irene di Novate Milanese (Mi), Elena di Rho(Mi), Cristina di Mornico al Serio (Bg), Silvia di Castelli Calepio (Bg), Sara di San Giovanni Lupatoto (Vr), Silvia di Milano e Marco di Roma.

 

seguono i racconti:  

Io, con il mio carattere solitario ed introverso, avevo una specie di "paura" nel non riuscire a legare con loro. Ma poi arriva il primo pulmino. Bambini agitati e schiacciati contro i finestrini, curiosi di vedere questi "italiani", curiosi di vedere chi saranno i loro compagni di giochi per le prossime tre settimane, speranzosi nel vedere i propri "madrina/padrino" e poter avere qualche regalo nuovo, anche solo un braccialetto di plastica. E così tutte le paure svaniscono e arrivano gli abbracci.C'è una cosa che Pacoti ti lascia più di tutte, almeno a me. L'abbraccio. Abbracci improvvisi, abbracci forti, abbracci che ti riempiono il cuore, abbracci sinceri. Quelli ti restano dentro, a lungo. E in quegli abbracci tu stai bene, in quegli abbracci hai pace, loro trovano la pace. E son quelli gli abbracci dai quali è difficile staccarsi, soprattutto una volta a casa. Son quelli gli abbracci che sogno ogni notte, sono quelli gli abbracci nei quali mi addormento ogni sera.Quegli abbracci ti danno una carica che accumuli per poterla utilizzare poi una volta a casa. In quegli abbracci c'è racchiuso un mondo che nel momento in cui li ricevi non te ne rendi conto, lo capisci poi. Lo capisci nel momento in cui a casa ti ritrovi a provare quelle stesse sensazioni, a rivedere quegli occhioni che dal basso ti guardavano in cerca di speranza, in cerca di qualcuno che li avvolgesse, non solo in un abbraccio, ma nella vita.Queste sono sensazioni che ti si aggrappano dentro, vanno nel profondo e da li trovano il loro posto nel quale restare per sempre. Restano ancorate come le loro mani alle tue, e mai se ne andranno da te.Queste erano le Emozioni che nelle mie aspettative speravo di provare. Ma la realtà è che nulla, nemmeno il pensiero più piccolo o semplice, si avvicinerà mai a quanto vivi là. Alla potenza che riempie ogni istante, dal mattino appena svegli alla sera quando stravolto vai a dormire. Nulla è potente come viverlo, forse, solo il ricordo che ti fa ancora venire la pelle d'oca a distanza di settimane.E l'unica cosa che posso dire per questa pelle d'oca come il dono più grande che potessi mai ricevere è semplicemente.... OBRIGADA!


Silvia Zigu



Credo sia un'esperienza impagabile, che per essere compresa sia necessario viverla, proprio perchè nessuna parola in questo mondo renderà mai giustizia a Pacoti.
Io ci ho lasciato una parte di cuore e ogni giorno da un anno ormai penso che la mia mente almeno qualche secondo ritorni là, è questo l'effetto che provoca Pacotì.
Provoca emozioni che forse si credevano sepolte, ti migliora, ti rende felice, ti fa comprendere quanto tu sia fortunato,ti fa crescere e ti permette di affrontare la quotidianità forse con maggiore positività.
Quindi ecco per me è stato tutto questo Pacoti, un groviglio di emozioni che mi sono entrate dentro e non mi lasceranno mai.


Chiara Bettoni